Del Rinnovamento della filosofia antica italiana

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presso Ricordi e Compagno, 1836 - 16 páginas
 

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Página 54 - Farmi d'aver per lunghe esperienze osservato, tale esser la condizione umana intorno alle cose intellettuali, che quanto altri meno ne intende e ne sa, tanto più risolutamente voglia discorrerne; e che, all'incontro, la moltitudine delle cose conosciute ed intese renda più lento ed irresoluto al sentenziare circa qualche novità.
Página 548 - Biblioteca Italiana». Tra i filosofi italiani dei secoli passati - prosegue il Ferrari - «il solo Vico presenta nel suo sistema una base abbastanza larga per poter abbracciare e riordinare dietro una grande versione i progressi del secolo XIX
Página 261 - II nostro principio spontaneo è uno assolutamente, e raccoglie nella sua unità l'oggetto pensato. Ciò pertanto che non è guari spontaneo e alla spontaneità contraddice è fuori di quella unità, il che vale quanto, fuori di nostra mente. Ma...
Página 581 - prima che è fondamento e misura dell'altra si definisce da « noi : ratto di nostra mente , il quale conosce le proprie idee » e le attinenze loro reciproche. Diciamo conosce le proprie idee: « con che vuoisi esprimere una notizia pura mentale, ristretta « nei soli fenomeni del senso intimo, fuor di spazio e fuori di « ricordanza, e che non deriva da conoscenza anteriore
Página 214 - La prima , fondamento e misura dell' altra , così si definisce dal Mamiani : « L' atto di nostra mente , il quale conosce le proprie idee e le attinenze loro reciproche : diciamo conosce le proprie idee; con che vuoisi esprimere una notizia pura mentale, ristretta nei soli fenomeni del senso intimo, fuor di spazio e fuori di ricordanza , e che non deriva da conoscenza anteriore. Scriviamo le attinenze loro reciproche, quelle cioè che provengono dalla entità di esse idee, e nella visione loro...
Página 261 - Ma il senso del dolore non è spontaneo : e nulla di manco esso giace dentro l'unità subbiettiva di nostra mente; e ne segue che noi vogliamo e non vogliamo ad un tempo solo. La contraddizione dei fatti è sempre apparente. Adunque...
Página 261 - Adunque dee esistere un terzo fatto, che spieghi le contraddizione anzi espressa, e fuori stando della spontanea unità abbia quotidianamente forza di tenere uniti in un subbietto medesimo quello che è spontaneo e quello che no. Ma provare che dee esistere un fatto, estraneo al subbietto pensante, e capace di tener quivi congiunto lo spontaneo e il non spontaneo, è provare appunto che dee esistere qualche cosa fuori di noi e sopra noi operante.
Página 47 - Nessuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, se essa non passa per le matematiche dimostrazioni; e se tu dirai che le scienze, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non si concede, ma si nega per molte ragioni; e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienza, senza la quale nulla da di sé certezza.
Página 212 - frutto di tali analisi nuove debb' essere il dimostrare, siccome la realità estrinseca sia provata pel mezzo medesimo che è provata l'intrinseca, vale a dire per la certezza assoluta della coscienza. La qual cosa...
Página 397 - ... numeri, quanto più si pigliano grandi, sempre più e più rari sono i numeri quadrati in essi contenuti; ma nel numero infinito i quadrati non possono esser manco che tutti i numeri, come pur ora si è concluso ; adunque l'andar verso numeri sempre maggiori e maggiori è un discostarsi dal numero infinito.

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