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LICIDA

M O NO DI A

DI GIOVANNI MILTON

TRADOTTA DALL' INGLESE.

66 E tu

Sorgi sull'Arno ancor, vago arboscello,
E di novelli rami
E di novella scorza ti rivesti,
E tua sacrata fronde
Spieghisi altera in su l’Etrusche sponde !"

AVVERTIMENTO.

In questa Monodia piange il Poeta la morte d'un erudito suo amico, che sfortunatamente naufragò nel Mare d'Irlanda nel 1637.

LICIDA

DI GIOVANNI MILTON

M O N O D I A

PER LA MORTE

DEL NAUFRAGATO

EDUARDO KING

TRADOTTA DALL' INGLESE.

Ancora, oh lauri, e un'altra volta ancora

Oh voi, bruni mirteti,

Di succo, al par dell'edra, mai non privi,

I vostri acerbi e vivi

Aspri corimbi or io cogliendo vengo,

E, in stagion non matura,

Con man forzata e dura

Le vostre fresche foglie al vento spargo.
Cagion mesta ed amara
(Ahi! mesta sì, ma cara)
Fa ch' io vi sturbi a non usato tempo,

Poichè Licida è morto;

Licida il giovinetto,
Non giunto ancora al fior degli anni suoi :
Nè si racquista mai simíl tra noi.
D'ogni canto signore,

D'alti carmi testore,

Per Licida cantar chi non vorria ?

Su l'acquosa sua bara,

Dai fiotti scosso e dai gelati venti,

Ei non ondeggerà senza mio pianto,

Senza premio, dovuto ai suoi martiri, Di lagrime e di armonici sospiri.

Suore del sacro fonte,

Che scaturisce e sgorga

Di Giove sotto al luminoso seggio,
Incominciate or dunque,

E, toccate da voi,

S'odan suonar le più canore corde.

Cessin vani rifiuti e vane scuse ;

Così grato alle Muse,
Con più felici note e ornato stile,
Qualche cantor gentile
In un pietoso oimè prorompa; e dica,
Mentre passando ei guata,
Pace a te prego, e all'urna destinata !

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