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volumettod in 4to, composti per la morte di Eduardo King, Socio del Collegio di Cristo in Cambrigia, nell'anno 1638. Alla collezione sono premesse

alcune brevi notizie della sua vita e della sua famiglia.

Eduardo King fu figlio del Cavaliere Giovanni King Secretario di stato in Irlanda, nel tempo della Regina Elisabetta

d Il titolo del Volumetto è in due parti: “ 1. Justa Edovardo King, naufrago, ab Amicis mærentibus amoris et unelas Xeepov.” col motto seguente,

« Si rectè calculum ponas, ubique naufragium est." 2. Obsequies to the Memory of Mr. Edward King, Anno Dom. 1638. Printed by T. Buck and R. Daniel, Printers to the University of Cambridge, 1638."

e dei Re Giacomo lmo. e Carolo Imo. Navigava egli allora da Chester all' Irlanda per vedere i suoi amici e parenti in quel paese; cioè, il Cavaliere Roberto King suo fratello, e le sue sorelle, Anna, moglie del Cav. Georgio Caulfield, Lord Charlemont, e Margherita, moglie del Cav. Georgio Loder, Capo-Giudice d'Irlanda ; Eduardo King, Vescovo di Elphin, dal quale era stato battezzato; e Guglielmo Chapel, allora Decano di Cashel, e Rettore del Collegio di Dublino, già suo Istitutore antico nel Collegio di Cristo in Cambrigia, e il quale dopo fu Vescovo di Cork e Ross, e forse è lo stesso che Milton descrive in questa Monodia sotto il nome del “vecchio Dameta.” La nave, nella quale s'imbarcd, subitamente percosse ad uno scoglio presso ai lidi d'Inghilterra, e tutti i

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naviganti perirono, ai 10. d'Agosto 1637, quando il soggetto di questa Monodia, Eduardo King, aveva 25 anni. Questo si legge nella seguente Iscrizione, tratta dal suddetto Volume.

P. M. S.

“ Edovardus King, F. Joannis (Equitis aurati, qui S.S.S. R.R.R. Elizabethæ, Jacobo, Carolo, pro regno Hiberniæ a Secretis) Coll. Christi in Academia Cantabrigiensi Socius, pietatis atque eruditionis conscientiâ et famå felix, in quo nihil immaturum præter ætatem, dum Hiberniam cogitat, tractus desiderio suorum, patriam, agnatos et amicos, præ cæteris fratrem, Dominum Robertum King, Equitem Auratum, virum ornatissimum, sorores lectissimas, Annam, Domini G.

Caulfield, Baronis de Charlemont, Margaretam, Domini G. Loder, Summi Justitiarii, Uxorem ; venerandum Præsulem Edovardum King, Episcopum Elphinensem, a quo sacro fonte susceptus; Reverendissimum et doctissimum virum Gulielmum Chappel, Decanum ecclesiæ Casseliensis et Collegii Sanctæ Trinitatis apud Dublinienses Præpositum, cujus in Academiâ (Cantabrigiensi) auditor et alumnus fuerat, invisens, haud procul a littore Britannico, navi in scopulum allisa, et rimis ex ictu fatiscente, dum alii vectores vita mortalis frustra satagerent, immortalem anhelans, in genua provolutus oransque, una cum navigio ab aquis absorptus, animam Deo reddidit; 4 Id. Sextil. Anno Salutis 1637, Ætat 25.” Questa Monodia fu scritta, come si vede nel manoscritto originale nella libreria del Collegio della S. Trinità in Cambrigia, quando Milton non aveva compiuti ancora 29 anni. Milton aveva lasciato l'Università quasi cinque anni prima, e viveva allora coi suoi parenti a Horton nella contea di Buckingham.

Londra, Aprile, 1812.

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